Una cosa che mi sono spesso trovata a ripetere ultimamente è che il growth hacking funziona solo SE TU sei pronto a farlo funzionare.
Che diciamolo, detta così pare 'na frase da lettino dello psicologo, ma credetemi, è l'assoluta e incontrovertibile verità.
Il Growth Hacker non è quello che costruirà solo la strategia social, o metterà a posto le grafiche, ma bensì è un invadente rompicoglioni che pretenderà di mettere bocca su tutto.
⭕ Chi avvia un business molto spesso lo fa fermamente convinto della bontà delle proprie intuizioni per cui spesso l'ostacolo più grande alla crescita è prima di tutto la reticenza al cambiamento.
Come si fa a convincere qualcuno che quello che "ho fatto così fin'ora ed è andato bene perché comunque ci guadagnavo e quindi non voglio cambiare approccio, ma al massimo aggiungere, chessò una sponsorizzata" che sta sbagliando completamente mindset?
L'imprenditore è uno che rischia. E questo è il primo punto. Rischia perché nella sua strategia DEVE prevedere la scalabilità altrimenti è il dipendente sottopagato di sé stesso.
Il secondo punto è che il Growth Hacker lavora con il Metodo Scientifico..
Che vuol dire? Ve lo spiego subito.
Il Growth hacker lavora per Esperimenti, e il processo si compone di 4 fasi in iterazione costante: analisi, ideazione, prioritizzazione, sperimentazione.
L’obiettivo del Growth Hacking è attivare un mindset votato all’analisi dei dati, all’approccio verso il fallimento come acquisizione di informazioni più precise nella ridefinizione della strategia che mira ad affinarsi sempre di più.
Un esperimento per essere definito tale deve rispettare queste tre caratteristiche:
- Misurabile
- Ripetibile
- Scalabile