Quando parliamo di growth hacking, non è possibile non tirare in ballo i dati.
Sì, ma QUALI dati?
Ci sono moltissimi strumenti che permettono di analizzare dati e quindi i comportamenti dei nostri utenti, (Mix Panel, Google Analytics, Tableau, Microsoft BI ecc..) e sembra che ci restituiscano un quadro chiarissimo su come reimpostare le nostre strategie di marketing.
Ma non è cosi!
Faccio un esempio utilizzando un prospect passato in ufficio qualche tempo fa, che è l'esempio lampante.
Un e-commerce che ha funzionato, a suo dire " molto bene" grazie a un massiccio utilizzo dei social. Siccome non avrebbero potuto più dedicarsi a questi ultimi in prima persona, cercavano qualcuno a cui affidarli.
Gli hard data, senza entrare nei tecnicismi del data science, sono semplicemente anche i numeri a cui chiunque sia su un social, può accedere. E in questo caso, presentavano questo quadro: circa 60k follower, ed engagement sui 2k/3k nel periodo "d'oro" a suo dire, dove gli ordini per l'e-commerce erano più di 100 al mese.Molti numeri, e ordini in grado di garantire un'ottima resa dell'e-commerce.